Prosciutto di cinta senese

Prosciutto di cinta senese: la Toscana in fetta Sapore deciso, fragrante sapidità e vene di dolcezza nel retrogusto.

Il primo assaggio del prosciutto di cinta senese non viene dimenticato e, soprattutto, spicca tra gli altri salumi tipici toscani per gusto e intensità. Abbinato ad un bicchiere di buon rosso, questo pregiato salame non è un semplice insaccato. La vendita del prosciutto crudo di cinta senese è solo l'ultimo passo di quello che sembra un vero ver in ed è un'esperienza culturale e gastronomica alla riscoperta della tradizione toscana.

Il prosciutto crudo Cinta Senese trae la sua particolarità da ogni singola fase della filiera produttiva. A cominciare dall'animale, razza garantita dal Marchio Consortile la cui carne ha ottenuto la certificazione DOP. Per mantenere elevati standard qualitativi, questo prosciutto è prodotto con carne di cinta senese registrata con codice numerico di tracciabilità e allevata secondo rigidi criteri di peso, nutrizione e macellazione.

Segue la salatura, la stagionatura, da un minimo di 18 a oltre 24 mesi, ed infine la vendita del prosciutto crudo di cinta senese. Una produzione, il prosciutto di Cinta, ancora limitata, quindi, non rispecchia il numero di allevamenti industriali pompati e valorizza il maiale senese come vera e propria gemma dell'astronomia italiana e mondiale.

Questo animale trova largo impiego, secondo la tradizione della salumeria toscana, anche per la produzione di insaccati, strutto, rigatino (pancetta), capocollo, porchetta, finocchiona e chi più ne ha più ne metta.

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Cinta senese: un'eccellenza italiana dall'allevamento alla vendita La prima qualità di questo prosciutto di cinta senese sta nella scelta delle carni. La Cinta Senese è un'antica e pregiata razza di suini, caratterizzata da allevamento rustico, allo stato brado o semibrado. Già noti al mondo romano e sicuramente utilizzati nella produzione di salumi e prosciutti anche nel tardo medioevo, i suini di Cinta Senese prendono il nome da due caratteristiche. La Cinta si riferisce alla striscia di pelo bianco che caratterizza le spalle dell'animale; il nome senese indica la zona geografica di provenienza.

Un allevamento che, per rispettare la radicata tradizione della norcineria toscana, segue un rigido disciplinare di produzione. Tra le regole, l 'alimentazione, cereali, erbe e frutti del bosco da pascolo senese, l' età della macellazione, la tracciabilità. Questi suini fanno infatti parte delle sei razze suine italiane sopravvissute all'introduzione nel mercato dell'allevamento di le razze inglese e danese tra gli anni '60 e '70.

Proprietà organolettiche del prosciutto di Cinta S senese Non solo un maiale insomma: la cinta senese è lo specchio di un bagaglio culturale e gastronomico che la salumeria toscana si impegna a tutelare, recuperando la produzione e la vendita di insaccati derivati ​​dalla sua carne.

Innanzitutto il prosciutto crudo. Dopo i rigorosi passaggi di allevamento e produzione, il prosciutto di cinta senese si presenta in vendita con la tipica gamba lunga e fine, l'unghia nera e il colore intenso, dal rosso al bruno sfumato di grasso leggermente rosato.

La succosità della carne è infatti una delle qualità principali della Cinta Senese, che ha anche un'alta concentrazione di grassi insaturi delle serie Omega3 e Omega6, oltre ad essere ricca di acido oleico.

Per trasformare un assaggio di prosciutto di cinta senese in un viaggio alla scoperta della cultura e della gastronomia toscana, l'abbinamento obbligatorio è con il pane non salato, per non alterare il sapore già intenso del salame, e il vino rosso, forse un buon Chianti Classico. Per completare il tagliere viene servito un pecorino di Pienza e della Toscana.